Ti blocchi. Il film continua a scorrere: Rufy sta urlando qualcosa, ma i sottotitoli in italiano iniziano a impazzire. “Perché... sei... qui?” “Guarda... dietro... di te.”

Il sipario di velluto rosso si apre non su un palco, ma su uno schermo incrinato in un vecchio cinema abbandonato alla periferia di una città dimenticata.

L'audio gracchia, mescolandosi al rumore ambientale della registrazione originale: colpi di tosse lontani e il sussurro di un pubblico giapponese. Poi, la musica esplode. La voce di Uta riempie la stanza, trasformando le pareti scrostate del cinema in un’arena dorata.

Sei seduto in terza fila. In mano hai una bibita sgasata e il telefono che proietta una luce bluastra sul tuo viso. Sul display, la barra di caricamento di un sito di streaming pirata ha appena finito la sua corsa. Il titolo lampeggia in bianco su fondo nero: .

La luce del cinema si accende di colpo, ma non è la luce elettrica. È il bagliore violaceo del potere di Uta che sta uscendo dal tuo schermo, avvolgendo le poltrone, le pareti e le tue gambe.